{"id":10467,"date":"2025-10-21T10:27:14","date_gmt":"2025-10-21T16:27:14","guid":{"rendered":"https:\/\/ambsanjose.esteri.it\/?page_id=10467"},"modified":"2025-10-21T10:46:19","modified_gmt":"2025-10-21T16:46:19","slug":"gabriele-fernando","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ambsanjose.esteri.it\/it\/italia-e-costa-rica\/diplomazia-culturale\/le-storie-degli-italiani\/gabriele-fernando\/","title":{"rendered":"Fernando Gabriele"},"content":{"rendered":"<p>Nella storia dell\u2019architettura costaricana del primo Novecento, ci sono nomi che segnano una tappa di transizione tra la tradizione e la modernit\u00e0. Uno di questi \u00e8 quello dell\u2019architetto, pittore e decoratore italiano <strong>Fernando (o Ferdinando) Gabriele<\/strong>, figura raffinata e cosmopolita che introdusse nel paese il linguaggio dell\u2019Art D\u00e9co e ne plasm\u00f2 alcune delle opere pi\u00f9 rappresentative.<\/p>\n<p>Laureato all\u2019Universit\u00e0 di Roma, Gabriele apparteneva a una generazione di artisti e progettisti formati nel fervore estetico europeo del primo Novecento, quando l\u2019arte, l\u2019industria e la tecnologia sembravano convergere verso un\u2019idea di progresso armonico.<\/p>\n<p>Nel 1929 giunse in Costa Rica insieme al suo conterraneo e amico Gastone Bartorelli, ingegnere civile specializzato in cemento armato.\u00a0 Gabriele si stabil\u00ec a San Jos\u00e9, capitale allora in rapido sviluppo urbano e vi apr\u00ec il suo studio di <em>Arquitectura y Artes Decorativas Aplicadas<\/em>. Offriva progetti e consulenze che spaziavano dalle residenze private agli edifici commerciali, fino a interventi pubblici.<\/p>\n<p>Durante il suo soggiorno, Gabriele entr\u00f2 in contatto con l\u2019\u00e9lite artistica costaricana. Fece parte del <em>C\u00edrculo de Amigos del Arte<\/em>, partecipando come decoratore ed espositore insieme a figure di spicco come Manuel de la Cruz Gonz\u00e1lez, Teodorico (\u201cQuico\u201d) Quir\u00f3s, Louis Fer\u00f3n e Daniel Dom\u00ednguez P\u00e1rraga. Condivideva con loro una visione modernista che mirava a elevare il gusto estetico e a integrare arte e architettura nella vita quotidiana.<\/p>\n<p>Parallelamente, Gabriele si un\u00ec all\u2019impresa <em>Constructora Adela v. de Jim\u00e9nez e Hijos<\/em>, una delle pi\u00f9 importanti del Paese nella prima met\u00e0 del XX secolo. In questa azienda lavor\u00f2 fianco a fianco con professionisti di primo piano, tra cui l\u2019architetto catalano Luis Llach e gli ingegneri Enrique Silva e Luis Meza. Il loro lavoro collettivo contribu\u00ec a trasformare l\u2019immagine urbana di San Jos\u00e9, aprendo la strada a nuovi quartieri e a una concezione moderna delle urbanizzazioni.<\/p>\n<p>Tra il 1937 e il 1940, Gabriele progett\u00f2 &#8211; per il promotore Agathon Lutz e la stessa impresa Adela vda. de Jim\u00e9nez &#8211; un complesso residenziale nel Barrio M\u00e9xico, a San Jos\u00e9. Si tratta di una serie di case Art D\u00e9co, destinate ai ceti medi e popolari che testimoniano l\u2019applicazione del nuovo linguaggio decorativo nelle zone di espansione urbana. Queste abitazioni, con le loro linee geometriche e gli ornamenti sobri ma eleganti, rappresentano una delle prime traduzioni locali dello stile europeo.<\/p>\n<p>Lo stile architettonico di Gabriele era profondamente segnato dall\u2019Art D\u00e9co, di cui interpretava la duplice anima: quella storicista, legata alla classicit\u00e0 e alla simmetria e quella esotica e futurista, ispirata alla macchina, alla velocit\u00e0 e alle forme aerodinamiche. La sua pittura, di carattere astratto e dalle linee geometriche essenziali, rifletteva la sua adesione alle correnti d\u2019avanguardia, in particolare al Futurismo di Filippo Tommaso Marinetti che aveva influenzato l\u2019arte e l\u2019architettura italiana sin dagli anni Dieci.<\/p>\n<p>La sua opera pi\u00f9 significativa rimane il progetto per il <strong>Banco Nacional de Seguros<\/strong> \u2013 oggi Instituto Nacional de Seguros (INS) \u2013 nel centro di San Jos\u00e9. L\u2019edificio, costruito tra il 1932 e il 1933, unisce la struttura in cemento armato con una raffinata decorazione Art D\u00e9co di provenienza eclettica. Le facciate simmetriche, gli archi con timpani, i frisi a cassettoni, le cornici e i motivi geometrici testimoniano la sua padronanza delle proporzioni e del dettaglio. Il lucernario centrale e l\u2019ingresso arretrato, arricchito da colonne e modanature, creano un effetto scenografico sobrio e maestoso al tempo stesso.<\/p>\n<p>Nello stesso complesso Gabriele progett\u00f2 anche la <strong>prima stazione dei Vigili del Fuoco di San Jos\u00e9<\/strong>, edificio anch\u2019esso Art D\u00e9co, con volumi curvilinei e grafismi che mescolano elementi storicisti con influssi del Cubismo e del Futurismo. Queste opere furono tra le prime in Costa Rica a utilizzare in modo sistematico il calcestruzzo armato, simbolo della modernit\u00e0 costruttiva.<\/p>\n<p>Dopo alcuni anni di intensa attivit\u00e0, lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale cambi\u00f2 il corso della sua vita. Gabriele fece ritorno in Italia per arruolarsi nell\u2019esercito, lasciando il Costa Rica poco prima del conflitto. Dopo la guerra non torn\u00f2 pi\u00f9 nel paese. Secondo la testimonianza della figlia Delma Langel, residente negli Stati Uniti, mor\u00ec a Roma alcuni anni pi\u00f9 tardi.<\/p>\n<p>La sua assenza, tuttavia, non cancell\u00f2 il segno del suo passaggio. Le opere di Ferdinando Gabriele continuano a rappresentare un capitolo fondamentale del patrimonio architettonico costaricano: due dei suoi edifici principali \u2013 il Banco de Seguros e la Stazione dei Pompieri \u2013 sono oggi riconosciuti come <em>Patrimonio Hist\u00f3rico Arquitect\u00f3nico de la Naci\u00f3n<\/em>, testimonianza della maturit\u00e0 raggiunta dall\u2019architettura urbana del Paese negli anni Trenta.<\/p>\n<p>Oggi, ogni cornice e ogni volume di quegli edifici di San Jos\u00e9 raccontano la storia di un architetto italiano che port\u00f2 il linguaggio della modernit\u00e0 europea nel cuore dell\u2019America Centrale. Il suo nome, per decenni quasi dimenticato, riaffiora ora come quello di un pioniere della modernit\u00e0 costaricana, un artista capace di fondere arte, tecnica e umanit\u00e0 in un\u2019unica architettura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nella storia dell\u2019architettura costaricana del primo Novecento, ci sono nomi che segnano una tappa di transizione tra la tradizione e la modernit\u00e0. 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