{"id":12923,"date":"2026-06-25T08:28:47","date_gmt":"2026-06-25T14:28:47","guid":{"rendered":"https:\/\/ambsanjose.esteri.it\/?page_id=12923"},"modified":"2026-06-25T08:28:47","modified_gmt":"2026-06-25T14:28:47","slug":"2-listituto-tecnologico-del-costa-rica-tec-un-motore-industriale","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ambsanjose.esteri.it\/it\/italia-e-costa-rica\/cooperazione-allo-sviluppo\/la-cooperazione-scientifica-e-tecnologica-tra-italia-e-costa-rica-il-ruolo-del-tec\/2-listituto-tecnologico-del-costa-rica-tec-un-motore-industriale\/","title":{"rendered":"2. L&#8217;Istituto Tecnologico del Costa Rica (TEC): un motore industriale."},"content":{"rendered":"<p>Tra gli anni &#8217;70 e &#8217;90 il TEC oper\u00f2 quasi come una &#8220;<strong>scuola di ingegneria italiana<\/strong>&#8220;. La cooperazione bilaterale, finanziata dal Ministero degli Esteri italiano tramite vari progetti di cooperazione allo sviluppo (tra essi soprattutto il progetto n. <strong>213\/G40\/ICU\/CR)<\/strong>, vide esperti e cooperanti italiani costituire quasi il 50% del corpo docente del dipartimento di metallurgia.<\/p>\n<p>Il lavoro di questi esperti ha trasformato il dipartimento nell&#8217;attuale <em>Escuela de Ciencia e Ingenier\u00eda de los Materiales<\/em>. E si tratta di un investimento che ha una linea diretta con il successo economico odierno: la formazione di quegli ingegneri ha permesso successivamente la nascita del <strong>Master in ingegneria dei dispositivi medici<\/strong>, programma che accoglie oggi circa 25 studenti all\u2019anno ed \u00e8 direttamente legato alla realt\u00e0 del paese e ad un settore che oggi rappresenta l&#8217;export principale del Costa Rica con un valore superiore ai 5 miliardi di dollari.<\/p>\n<p>Ma facciamo un passo indietro. Di seguito sono elencati \u2013 in ordine cronologico &#8211; i principali progetti e accordi di collaborazione Italia \u2013 TEC nel settore dell\u2019ingegnerie dei materiali:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Inizio anni &#8217;70 &#8211; Gestione di borse di studio (1972):<\/strong> I primi contatti formali riguardano l&#8217;interessamento dell&#8217;Ambasciata d&#8217;Italia per l&#8217;ottenimento di <strong>borse di studio post-laurea<\/strong> per studenti e docenti del TEC, con l&#8217;obiettivo di favorire la specializzazione accademica in Italia.<\/li>\n<li><strong>Corso di Formazione per Ingegneri (1974):<\/strong> un progetto sponsorizzato dall&#8217;UNIDO e finanziato dal Governo italiano per un corso di formazione sulla <strong>&#8220;Gestione dei servizi di manutenzione e riparazione&#8221;<\/strong>. La finalit\u00e0 era elevare le competenze tecniche degli ingegneri locali attraverso metodologie europee.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il programma di maggior impegno finanziario e di pi\u00f9 lunga durata nel settore dei materiali fu per\u00f2 indubbiamente il <strong>Progetto 213\/G40\/ICU\/CR &#8211; Creazione del corso di Ingegneria Metallurgica (1976-1991). <\/strong>Finanziato dal Ministero degli Affari Esteri italiano, fu gestito dall&#8217;Istituto per la Cooperazione Universitaria (ICU) di Roma.<br \/>\nIl programma comport\u00f2 una presenza costante di cooperanti italiani per 15 anni e l&#8217;erogazione di oltre 10 borse di studio di specializzazione in Italia, con la f<strong>inalit\u00e0 di c<\/strong>reare e consolidare il dipartimento di <strong>metallurgia<\/strong> (oggi Scuola di Scienza e Ingegneria dei Materiali), dotandolo di laboratori all&#8217;avanguardia.<\/p>\n<p>Il progetto inizi\u00f2 nel 1976, con l\u2019arrivo del primo cooperante italiano, Stefano Faberi, seguito da Saverio Spinelli, Alessandro Garampi, poi Annibale Cutrona, Daniele Trogolo-Got, Secondo Amalberto e Bruno Chine\u2019, coprendo un periodo complessivo di 15 anni. Il progetto si concluse alla fine del 1990; Bruno Chine\u2019 \u00e8 stato l&#8217;ultimo cooperante italiano nel settore<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito di tale progetto nell&#8217;agosto 1984 il governo italiano don\u00f2 attrezzature specializzate, tra cui <strong>strumentazioni a ultrasuoni per l&#8217;analisi di pezzi metallici<\/strong> e banchi di prova per motori.<\/p>\n<p>L\u2019iniziativa italiana diede vita al corso di laurea in Metallurgia; l\u2019allora ITCR (oggi TEC) come contropartita mise a disposizione gli spazi per i laboratori e gli uffici e assunse tecnici e giovani\u00a0docenti, la maggior parte dei quali formati proprio nell\u2019ambito del progetto stesso.<br \/>\nIl Ministero degli Affari Esteri italiano, in collaborazione con l\u2019ICU, mise a disposizione borse di studio in Italia (solo per il progetto di Metallurgia, pi\u00f9 di 10 borse di studio di 9 mesi ciascuna), oltre alla visita di diversi esperti universitari italiani, al finanziamento dei giovani cooperanti, all\u2019acquisto di attrezzature di laboratorio, ecc.<br \/>\nUn ruolo importante fu svolto dalla SOGESTA, a Urbino, dove professionisti provenienti da tutto il mondo frequentavano corsi intensivi della durata compresa tra uno e sei mesi. Questi programmi erano diretti da Carlo Mustachi, laureato al MIT e preside della Facolt\u00e0 di Ingegneria dell\u2019Universit\u00e0 di Roma, ed erano finanziati dall\u2019IRI italiano.<\/p>\n<p>Si tratta di un progetto di successo anche in termini di <strong>sostenibilit\u00e0<\/strong>, perch\u00e9 oggi la Scuola di Scienze e Ingegneria dei Materiali, nata dalla trasformazione dell\u2019ex Dipartimento di Metallurgia, \u00e8 tuttora attiva e accoglie circa 60 studenti all\u2019anno nel corso di laurea in Ingegneria dei Materiali, e 25 studenti all\u2019anno nel Master in Dispositivi Medici. Vi lavorano pi\u00f9 di 20 docenti e 6 tecnici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In un settore cos\u00ec specifico come quello dei materiali metallici (con la metallurgia) e ora dei materiali in generale, il seme piantato nel 1976, l\u2019avvio della cooperazione italiana per la metallurgia e l\u2019arrivo, quasi 50 anni fa, del primo cooperante Stefano Faveri, ha permesso di:<\/p>\n<ul>\n<li>Formare centinaia di ingegneri metallurgici e ingegneri dei materiali per l&#8217;industria nazionale e le aziende del settore pubblico (tra cui ICE, RECOPE, AyA).<\/li>\n<li>Preparare decine (probabilmente circa 100) di professionisti con il titolo di Master in Ingegneria dei Dispositivi Medici.<\/li>\n<li>Soddisfare la domanda di assistenza tecnica all&#8217;industria nazionale, attraverso prove di laboratorio, analisi, consulenze professionali, ecc.<\/li>\n<li>Organizzare eventi quali conferenze, simposi, incontri, ecc.<\/li>\n<li>Sviluppare progetti di ricerca scientifica e collaborazioni con centri scientifici nazionali e internazionali.<\/li>\n<li>Partecipare a conferenze e pubblicare articoli scientifici in aree specifiche, da parte di docenti e studenti.<\/li>\n<li>Invitare esperti italiani e stranieri, inizialmente tramite la Cooperazione Italiana e successivamente tramite lo stesso TEC.<\/li>\n<li>Sviluppare laboratori scientifici, a volte unici all&#8217;epoca, inizialmente con fondi italiani, come Prove non distruttive, Spettrometria di emissione ottica, difrattometria a raggi X, metallurgia estrattiva, tra gli altri<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Oggi la Facolt\u00e0 di Scienze e Ingegneria dei Materiali, l&#8217;Ingegneria dei materiali e l&#8217;ingegneria dei dispositivi medici sono una realt\u00e0 in Costa Rica, grazie a quella collaborazione in cui l&#8217;Italia ha dato il proprio contributo e la Costa Rica ha fatto la propria parte.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nell\u2019ambito della collaborazione Italia-TEC si segnale il Progetto di recupero dell&#8217;oro nella Penisola di Osa (1988):<\/strong> Una collaborazione tra il TEC, il MINASA e l&#8217;Italia per studiare tecniche di <strong>recupero dell&#8217;oro alluvionale<\/strong>. Il progetto mirava a ottimizzare i processi estrattivi minerari nel paese.<\/p>\n<p><strong>In definitiva il lascito della cooperazione italiana<\/strong> ha permesso al TEC di sviluppare laboratori unici (come quelli di spettrometria e diffrattometria a raggi X) e di formare centinaia di professionisti che oggi operano in settori chiave dell&#8217;industria nazionale, come quella dei dispositivi medici.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Tra gli anni &#8217;70 e &#8217;90 il TEC oper\u00f2 quasi come una &#8220;scuola di ingegneria italiana&#8220;. La cooperazione bilaterale, finanziata dal Ministero degli Esteri italiano tramite vari progetti di cooperazione allo sviluppo (tra essi soprattutto il progetto n. 213\/G40\/ICU\/CR), vide esperti e cooperanti italiani costituire quasi il 50% del corpo docente del dipartimento di metallurgia. 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