{"id":456,"date":"2023-10-17T11:26:16","date_gmt":"2023-10-17T17:26:16","guid":{"rendered":"https:\/\/ambsanjose.esteri.it\/?page_id=456"},"modified":"2024-01-29T15:17:28","modified_gmt":"2024-01-29T21:17:28","slug":"enzo-prearo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ambsanjose.esteri.it\/it\/italia-e-costa-rica\/diplomazia-culturale\/le-storie-degli-italiani\/enzo-prearo\/","title":{"rendered":"Enzo Prearo"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_459\" aria-describedby=\"caption-attachment-459\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-459 img-fluid\" src=\"https:\/\/ambsanjose.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/P2240070-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/ambsanjose.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/P2240070-300x225.jpg 300w, https:\/\/ambsanjose.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/P2240070-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/ambsanjose.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/P2240070-768x576.jpg 768w, https:\/\/ambsanjose.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/P2240070.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-459\" class=\"wp-caption-text\">Enzo Prearo<\/figcaption><\/figure>\n<p><em>Mi chiamo Enzo Salvatore Prearo Mazeto, sono nato a Pontecchio Polesine, in provincia di Rovigo, il 4 febbraio 1929, e oggi vi racconter\u00f2 un po&#8217; della mia vita. Da quando sono nato mio padre ha sempre lavorato all&#8217;interno di un mulino per il grano, tanto che non era nemmeno presente al momento della mia nascita, quindi in un modo o nell&#8217;altro sono sempre stato coinvolto nella macinazione del grano.<\/em><\/p>\n<p><em>I miei genitori si sono stabiliti a Pontecchio Polesine per circa 8 anni, poi ci siamo trasferiti a Modena, in Emilia-Romagna, in un mulino chiamato Molini Nuovi dove ho trascorso il resto della mia infanzia. Ho potuto fare solo gli studi elementari di base, l&#8217;Italia usciva dalla prima guerra mondiale con forti tensioni politiche e militari e alle porte c\u00b4era la seconda guerra mondiale; ero il figlio maggiore di tre fratelli, eravamo una famiglia umile, e per le circostanze della vita non avevo possibilit\u00e0 di continuare a studiare, cominciai a cercare lavoro, perch\u00e9 mio padre lavorava nel mulino e mi diedero un&#8217;opportunit\u00e0 di lavoro come operatore. Sono sempre stato autodidatta e appassionato di conoscenza, e a poco a poco sono riuscito a farmi un nome nel settore, migliorando e perfezionandomi.<\/em><\/p>\n<p><em>Sia l&#8217;Italia che l&#8217;Europa intera furono duramente colpite dalla Seconda guerra mondiale; poich\u00e9 lavoravo nel mulino ed era necessario sfamare i soldati e la popolazione, potei essere esonerato dal servizio militare grazie a un permesso speciale; per cause di forza maggiore dovevamo lavorare sia nel mulino che nella produzione di pasta, aiutavamo le donne che a quel tempo facevano la pasta per sfamare gli eserciti, rimasi l\u00ec fino all&#8217;et\u00e0 di 18 anni.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Nel &#8217;48 il mio buon lavoro e le mie prestazioni mi portarono in un&#8217;altra parte d&#8217;Italia, a Ravenna, dove il proprietario del mulino di Modena fece una nuova unit\u00e0 con il nome di Molino Pineta, di cui fui responsabile per circa 10 anni. Ravenna era una citt\u00e0 molto chiusa agli estranei, io ero un estraneo in questa citt\u00e0, parlavo un dialetto diverso, quindi ero molto isolato, per piet\u00e0, in un&#8217;occasione, uno degli operatori mi invit\u00f2 al matrimonio di suo fratello, dove conobbi la mia futura e attuale moglie, lei mi parl\u00f2 la prima volta quasi per piet\u00e0 quando suo fratello le chiese di fare un ballo con me visto che ero sempre solo, non so cosa ci vedesse in me in quel momento, ma in un modo o nell&#8217;altro iniziammo a frequentarci e dopo 5 anni di frequentazione, nel \u201954 decidemmo di sposarci. Lei \u00e8 stata con me per 69 anni della mia vita, ed \u00e8 quella che mi ha sostenuto in tutte le mie lunghe battaglie, idee e viaggi.<\/em><\/p>\n<p><em>Qualche tempo dopo tornai a Modena, ma la situazione non era delle migliori, ero gi\u00e0 sposato e con un figlio in arrivo, in un paese e in un&#8217;economia da dopoguerra, e dove le opportunit\u00e0 arrivano solo una volta nella vita, decisi di fare un esame di arte molitoria, i miei voti furono eccezionali, cos\u00ec quasi subito mi chiamarono per propormi di andare in Messico o in Brasile a dirigere un&#8217;unit\u00e0, Senza conoscere nessuna delle opzioni optai per il Messico e mi stabilii in un posto chiamato Sonora, a nord-ovest della capitale, vicino alla California, un posto inospitale, con un clima desertico terribile, lasciando l&#8217;Italia nel dicembre del &#8217;55, fu un cambio di clima terribile, mia moglie e mio figlio lo sopportarono per diversi anni.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando sono arrivato mi ero illuso di trovare un grande mulino come quelli a cui ero abituato in patria, ma sono rimasto deluso nel vedere che era molto pi\u00f9 piccolo di quanto mi aspettassi; Un giorno, senza preavviso, arriv\u00f2 un italiano con alcuni suoi conoscenti svizzeri, che erano venuti a cercarmi, perch\u00e9 avevano notato che la farina che usciva da questo mulino era di ottima qualit\u00e0 per il luogo e l&#8217;epoca, mi invitarono a visitare un mulino a Navojoa, appena lo vidi mi innamorai, era molto bello e grande, decisi di restare e per 8 anni ho gestito questa unit\u00e0, ma era molto difficile per me e la mia famiglia, il clima era anche molto pi\u00f9 pesante di quello di Sonora, dove a volte avevamo fino a 50\u00b0C di caldo all&#8217;ombra.<\/em><\/p>\n<p><em>Nonostante il caldo e le condizioni climatiche, ero felice a Navojoa, ma vendettero questo mulino e io dissi sempre che non sarei andato cos\u00ec lontano dalla mia terra per farmi pestare i piedi, cos\u00ec tornammo in Italia per le vacanze di Natale, purtroppo mio suocero mor\u00ec, mia suocera non voleva che andassimo di nuovo cos\u00ec lontano, dato che mia moglie era l&#8217;unica figlia femmina che aveva e che gli era mancata per tutta la vita, cos\u00ec rimanemmo circa due anni in Italia. Quelli che mi conoscevano in Messico continuavano a chiamarmi per tornare, mi offrivano di dirigere un gruppo di mulini a Puebla perch\u00e9 erano stati fermati a causa della cattiva gestione del precedente direttore. Avevano molta fiducia in me, sapendo com&#8217;ero nel mio lavoro, che in precedenza avevo rilevato un vecchio mulino e l&#8217;avevo trasformato in una nuova unit\u00e0 attraverso un duro lavoro, cos\u00ec decisi, partimmo nel &#8217;64 dove rimanemmo per 2 anni e 7 mesi. Ricorder\u00f2 sempre quello che mi dissero quando arrivai: &#8220;Non innamorarti qui perch\u00e9 abbiamo un mulino per te&#8221;, e quel mulino era qui in Costa Rica, ancora una volta non avevo idea di dove o come fosse quel Paese, ma ci si abitua a tutto quando se ne ha bisogno.<\/em><\/p>\n<p><em>Siamo arrivati in Costa Rica nel 66, in quel periodo stavano installando i macchinari, una parte veniva dal Messico e l&#8217;altra dalla Spagna; anche qui \u00e8 stata dura, non per il clima, perch\u00e9 questo Paese non ha un inverno freddo, la maggior parte dell&#8217;anno ha un clima molto piacevole, ma piove molto. Il problema principale era che gli operatori erano umili contadini abituati a raccogliere il caff\u00e8, \u00e8 stato molto complicato insegnare loro il processo di macinazione, ma dopo circa 2 anni e mezzo ho potuto finalmente respirare e iniziare a vedere i risultati, i proprietari e i dipendenti erano molto contenti di me, mi sentivo molto felice e appagato per aver avviato e gestito un mulino in un luogo dove inizialmente non erano abituati a mangiare farina.<\/em><\/p>\n<p><em>A quel tempo tutta la farina consumata nel Paese era importata, avevamo il problema che tutte le panetterie avevano firmato una dichiarazione in cui affermavano di non voler consumare il prodotto locale perch\u00e9 lo consideravano di bassa qualit\u00e0, un concetto comune in questa zona che \u00e8 cambiato poco a poco con il passare del tempo e il duro lavoro che abbiamo investito per realizzare sempre prodotti di alta qualit\u00e0 e oggi Molinos de Costa Rica produce 16 mila tonnellate di farina al mese.<\/em><\/p>\n<p><em>Con il passare del tempo siamo riusciti a introdurre il prodotto in modo pi\u00f9 capillare, con molti sforzi, questi ragazzi che lavoravano con me, mi capivano ed erano desiderosi di prosperare e progredire, grazie a Dio sono riuscito a raggiungere questa altezza nella mia vita e nella mia carriera, dimostrando che con il duro lavoro si pu\u00f2 emergere e crescere, sono molto grato sia a mio figlio che a mia moglie per avermi sostenuto in tutte queste difficolt\u00e0 e soprattutto per non avermi mai abbandonato e rimanere al mio fianco come la mia famiglia.<\/em><\/p>\n<p><em>La mia vita \u00e8 stata molto dura, lasciare la mia casa, il mio Paese e la mia famiglia per tentare la fortuna in un deserto senza conoscere la lingua, la gente e le loro usanze, ma i colpi di scena della vita mi hanno portato qui, da 56 anni sono responsabile della produzione di farina e derivati del grano a Molinos de Costa Rica e mi sento molto bene, Ma come ogni bella storia, sento che sta per finire, gli anni stanno gi\u00e0 passando perch\u00e9 lo sento gi\u00e0, mi piace molto quello che faccio e sinceramente non mi piace l&#8217;idea di andarmene perch\u00e9 mi manca il rumore che fa questo mulino quando respira accanto a me.<\/em><\/p>\n<p><em>In questo momento sono molto nostalgico, perch\u00e9 stiamo rimuovendo i macchinari che abbiamo installato quando sono venuto in Costa Rica per installarlo e inaugurarlo, ma stiamo costruendo il mulino del futuro passando a macchinari pi\u00f9 moderni e computerizzati; oggi abbiamo gi\u00e0 due unit\u00e0 italiane completamente automatiche ed \u00e8 una meraviglia per l&#8217;ingegneria moderna e per me, ogni volta che lo vedo, non posso che pensare che \u00e8 un gioiello e una benedizione, tutto con macchinari italiani, Questo \u00e8 ci\u00f2 che mi piace di pi\u00f9, perch\u00e9 il giorno in cui me ne andr\u00f2, avr\u00f2 la soddisfazione di sapere che la mia eredit\u00e0 \u00e8 impressa su questo mulino, che ho realizzato con tanta fatica, perch\u00e9 ho detto ai proprietari che questo macchinario \u00e8 molto meglio di altri, ma finch\u00e9 non l&#8217;ho visto in funzione e spedire il prodotto, le notti sono state molto lunghe per me, ma grazie a Dio sono riuscito a installarlo in quel momento, a 92 anni, e sono contento che fino ad ora tutto abbia funzionato meravigliosamente per me.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Mi chiamo Enzo Salvatore Prearo Mazeto, sono nato a Pontecchio Polesine, in provincia di Rovigo, il 4 febbraio 1929, e oggi vi racconter\u00f2 un po&#8217; della mia vita. 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