{"id":4960,"date":"2024-06-17T08:55:46","date_gmt":"2024-06-17T14:55:46","guid":{"rendered":"https:\/\/ambsanjose.esteri.it\/?page_id=4960"},"modified":"2024-06-17T08:58:15","modified_gmt":"2024-06-17T14:58:15","slug":"giovanna-pirola","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ambsanjose.esteri.it\/it\/italia-e-costa-rica\/diplomazia-culturale\/le-storie-degli-italiani\/giovanna-pirola\/","title":{"rendered":"Giovanna Pirola"},"content":{"rendered":"<p>Giovanna Rosa Rampinelli nacque il 2 gennaio 1916 a Brembate, in provincia di Bergamo.<\/p>\n<p>Una donna dal carattere dolce e forte, dolcezza e forza che alternava a seconda della situazione che affrontava, era anche instancabile e religiosa.<\/p>\n<p>Si caratterizz\u00f2 per una saggia ribellione, per cui non accett\u00f2 le imposizioni tradizionali del suo tempo, che considerava sessiste e usate per sottomettere le donne, convinzione che la port\u00f2 a lottare affinch\u00e9 fossero riconosciuti i diritti delle donne.<\/p>\n<p>La sua vita in Italia pu\u00f2 essere divisa in due periodi. Il primo, il tempo della sua infanzia\/adolescenza, quando cantava e recitava, molto vicina alle sorelle e inserita in un contesto di amicizie felici, nonostante la semplicit\u00e0 dei luoghi dove viveva e la limitata disponibilit\u00e0 di risorse.<\/p>\n<p>Il secondo periodo \u00e8 quello in cui \u00e8 sposata con Arduino Pirola, e madre. Durante i cinque anni della Seconda Guerra mondiale dovette mantenere tre figli e l&#8217;anziano suocero.<\/p>\n<p>Per fornire all&#8217;asilo del suo paese e alla famiglia pane bianco e un po&#8217; di patate, affianc\u00f2 un medico nella prima cura dei feriti di guerra, fossero soldati italiani o stranieri, perch\u00e9 per lei tutti i feriti meritavano aiuto.<\/p>\n<p>Questa esperienza arricch\u00ec le sue conoscenze, e la limitata disponibilit\u00e0 di risorse in tempo di guerra favor\u00ec il suo senso pratico nella cura dei malati e dei feriti. Alla fine della guerra decise insieme al marito di venire in Costa Rica, nella colonia italiana che si stava formando al confine meridionale del Paese.<\/p>\n<p>Emigrare in Costa Rica rappresent\u00f2 una vera sfida; un&#8217;altra cultura, un&#8217;altra lingua e in un luogo cos\u00ec lontano dalla citt\u00e0 e dalla propria terra natale&#8230; erano tempi difficili.<\/p>\n<p>Casalinga con cinque figli e un marito, inizi\u00f2 la sua emancipazione. Non solo prendendosi cura della famiglia, ma anche dedicandosi con passione a svolgere compiti infermieristici e ostetrici presso la clinica San Vito, collaborando e imparando con i medici Catarinella, Jes\u00fas Moreno e altri che venivano periodicamente e stagionalmente nella colonia. C&#8217;erano tempi in cui non c&#8217;era nessun medico, quindi \u201cdo\u00f1a Juana\u201d, come era conosciuta, era incaricata di prendersi cura della popolazione.<\/p>\n<p>Le esigenze sanitarie della nuova cittadina aumentarono e gli impegni della famiglia si fecero pi\u00f9 onerosi con la nascita di un&#8217;altra figlia.<\/p>\n<p>Per rispondere adeguatamente ai bisogni e alle richieste della popolazione, decise di aprire una farmacia che permettesse l&#8217;approvvigionamento e la disponibilit\u00e0 di medicinali per l&#8217;intera zona.<br \/>\nNella sua farmacia non mancavano mai i medicinali per chi ne aveva bisogno, anche se non aveva i mezzi per pagare. Giovanna diceva sempre &#8220;portali a casa e quando sarai guarito mi pagherai; e senn\u00f2, allora ci penser\u00e0 Dio&#8221;.<\/p>\n<p>Do\u00f1a Juana fu come un angelo benefico per l&#8217;intera zona: centinaia, se non migliaia, degli attuali abitanti di quel luogo sono nati grazie al suo generoso intervento.<br \/>\nMolte volte, quando San Vito era completamente isolata e senza medico, lei assisteva e curava, facendo di tutto per migliorare le condizioni di tanti pazienti: fungeva anche da dentista!! Non prestava attenzione alla nazionalit\u00e0, la razza o le condizioni della persona che curava. Pi\u00f9 di una volta, nella foresta vergine e molto lontana da casa sua, assistette una donna indigena che partoriva, e se c&#8217;erano complicazioni metteva il neonato nella bisaccia e la madre dietro di lei sul cavallo, li portava con lei,\u00a0 li curava tutto il tempo necessario senza chiedere nulla. Pi\u00f9 di una volta fece alzare dal letto uno dei suoi figli per far posto ad una povera donna che stava per partorire.<\/p>\n<p>Il suo modo di rivolgersi alle persone in maniera aperta, gentile, disponibile e generosa, la sua capacit\u00e0 di risolvere le emergenze con pratico buon senso gli valsero la fiducia di tutti.<\/p>\n<p>Molti sono esempi di tali doti: come quando mise un lettino provvisorio nella vetrina di un negozio per far dormire una persona che aveva bisogno di essere cateterizzata per tutta la notte, o quando accolse un bambino prematuro di 6 mesi e, non avendo un incubatrice, lo avvolse nel cotone e lo mise nella cassetta degli attrezzi con borse dell&#8217;acqua calda in modo che potesse essere trasportato in aereo a San Jos\u00e9.<\/p>\n<p>Era un\u2019autodidatta, con esperienza acquisita in Italia presso l&#8217;ospedale di Bergamo come aspirante infermiere volontaria. Solo il maggior impegno degli altri figli con il ritorno del marito dalla guerra le imped\u00ec di conseguire la laurea.<\/p>\n<p>Collabor\u00f2 con i medici in Italia e a San Vito ogni volta che glielo chiedevano, mettendo in pratica i loro insegnamenti che, con curiosa avidit\u00e0, apprendeva. Ha servito tutti allo stesso modo, senza distinzioni. Il suo motto era &#8220;tutti hanno diritto a stare bene o almeno a stare meglio, e io aiuto tutti&#8221;.<\/p>\n<p>Dalle donne incinte, ai tanti parti assistiti, alle ferite suturate, ai denti curati, ai malati di malaria che venivano dalla zona delle banane, per ognuno di loro forn\u00ec cura e assistenza. Il rimedio della medicina e quello del cuore, somministrato con un sorriso e un gesto\u00a0 affettuoso da una mano FORTE verso l&#8217;adulto e DOLCE nella carezza al neonato. ERA LEI!!!<\/p>\n<p>Juana Pirola lasciava questo mondo il 4 agosto 1995, nella sua amata San Vito. \u00c8 stato un giorno triste, una grande folla di persone \u00e8 venuta a salutarci per l&#8217;ultima volta.<\/p>\n<p>Oggi, grazie all&#8217;azione di un gruppo di persone che sono qui oggi, l&#8217;ospedale di San Vito porter\u00e0 il suo nome, diventando il primo ospedale del Costa Rica a portare il nome di una donna.<\/p>\n<p><em>(Intervento di Attilio Pirola, figlio di Giovanna, in occasione dell\u2019intitolazione dell&#8217;Ospedale San Vito a Giovanna Pirola)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4962 img-fluid\" src=\"https:\/\/ambsanjose.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/WhatsApp-Image-2024-06-16-at-19.01.41-1-219x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"219\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/ambsanjose.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/WhatsApp-Image-2024-06-16-at-19.01.41-1-219x300.jpeg 219w, https:\/\/ambsanjose.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/WhatsApp-Image-2024-06-16-at-19.01.41-1.jpeg 288w\" sizes=\"auto, (max-width: 219px) 100vw, 219px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Giovanna Rosa Rampinelli nacque il 2 gennaio 1916 a Brembate, in provincia di Bergamo. 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