{"id":637,"date":"2023-10-31T10:05:00","date_gmt":"2023-10-31T16:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ambsanjose.esteri.it\/?page_id=637"},"modified":"2025-04-27T13:22:35","modified_gmt":"2025-04-27T19:22:35","slug":"monsignor-vittorino-girardi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ambsanjose.esteri.it\/it\/italia-e-costa-rica\/diplomazia-culturale\/le-storie-degli-italiani\/monsignor-vittorino-girardi\/","title":{"rendered":"Monsignor Vittorino Girardi"},"content":{"rendered":"<p>Quella di Monsignor Vittorino Girardi \u00e8 la storia di un viaggiatore e un accademico, ma soprattutto di un grande missionario cristiano, che ha deciso di dedicare la sua vita agli altri sin dall\u2019adolescenza. Le missioni lo hanno portato a viaggiare molto e a vivere in posti diversi del mondo, finch\u00e9, un giorno, \u00e8 giunto in Costa Rica, dove \u00e8 stato ordinato vescovo, e dove ancora vive.<\/p>\n<p>Vittorino nasce in Italia, pi\u00f9 precisamente a Lendinara, un paese nella provincia di Rovigo.<br \/>\nQui ha completato gli studi primari e secondari ed \u00e8 entrato nel seminario di Rovigo a soli 11 anni. Ha poi proseguito gli studi di filosofia e teologia a Roma, presso il seminario maggiore dei missionari Comboniani e presso la Pontificia universit\u00e0 urbaniana. Don Vittorino afferma di non aver mai avuto dubbi sul suo futuro: il suo desiderio \u00e8 sempre stato quello di dedicarsi alle missioni.<\/p>\n<p>La sua missione sacerdotale gli ha permesso di viaggiare molto e di portare avanti il suo ruolo in diverse parti del mondo: in Spagna, per formare seminaristi, in Kenya, come Rettore del seminario \u201cGli apostoli di Ges\u00f9\u201d e in Messico, come Professore presso la Universidad Pontificia e del Seminario maggiore arcidiocesano.<\/p>\n<p>Nel \u201992, dopo aver trascorso 11 anni in Messico, riceve l\u2019ordine di trasferirsi in Costa Rica. Qui, inizialmente, doveva sostituire un suo collega che era da poco venuto a mancare, ma poi le diverse opportunit\u00e0 che gli si sono presentate gli hanno permesso di restare.<\/p>\n<p>Don Vittorino racconta che la sua prima impressione del Paese \u00e8 stata molto positiva, soprattutto dopo la sua lunga permanenza in Messico. In quegli anni, infatti, i sacerdoti in quel paese non avevano diritti civili, ma figuravano come \u201caiutanti di contabilit\u00e0\u201d. In Messico, dunque, non poteva manifestare il suo essere sacerdote neppure tramite l\u2019abbigliamento.<\/p>\n<p>Per questo, quando arriva in Costa Rica si \u00e8 sentito piacevolmente accolto: c\u2019era un rapporto sereno tra il Governo e la Chiesa e in questo paese ha finalmente trovato uno spazio dove poteva lavorare con serenit\u00e0 e tranquillit\u00e0.<\/p>\n<p>Vittorino racconta che i primi nove anni in Costa Rica sono stati molto intensi: ha lavorato sia nella scuola, sia nel campo dell\u2019apostolato diretto e della predicazione con i sacerdoti.<\/p>\n<p>Dopo nove anni di intenso lavoro nel Paese riceve una chiamata inaspettata dalla Santa Sede: Papa Giovanni II lo aveva nominato vescovo della diocesi Tilar\u00e1n \u2013 Liberia, situata nel nord della Costa Rica.<\/p>\n<p>Vittorino afferma che ha sempre pensato di fare il missionario, ma non si sarebbe mai aspettato di diventare vescovo. Questo, per lui, \u00e8 stato un immenso regalo. Ha quindi continuato a lavorare nel Paese per altri 14 anni, finch\u00e9 ha deciso di andare in pensione.<\/p>\n<p>A questo punto, aveva tre possibilit\u00e0: tornare in Italia, restare in Costa Rica o reintegrarsi alla famiglia comboniana.<\/p>\n<p>Vittorino ha deciso di restare e di riavvicinarsi ai missionari comboniani. Dopo tanti anni ha ripreso il suo lavoro accademico di professore universitario, insegnando presso l\u2019Universit\u00e0 Cattolica e all\u2019Universit\u00e0 Teologica dell\u2019America Centrale. Nonostante sia rimasto in Costa Rica per motivi di lavoro, non smetter\u00e0 mai di ringraziare questa nazione per averlo accolto calorosamente e per averlo fatto sentire immediatamente a casa.<\/p>\n<p>Ma anche gli studi in Italia hanno avuto per lui altrettanta importanza: egli riconosce che deve molto a quegli otto anni e mezzo di studio nelle universit\u00e0 romane. Nei confronti del suo Paese di origine sente una vicinanza non solo culturale e linguistica, ma anche religiosa. \u201cIo sono quello che sono dovuto a Dio, ma, di fatto, anche all\u2019Italia; alla mia famiglia; ai miei parenti; alla mia parrocchia; al mio seminario che ho cominciato a Rovigo\u201d.<\/p>\n<p>Vittorino descrive l\u2019ambiente universitario romano come molto intenso e si sente estremamente riconoscente nei confronti dei suoi professori, che gli hanno dato una formazione completa.<\/p>\n<p>Racconta che torna in Italia circa ogni tre anni per le vacanze estive. Seppur questi periodi di vacanza siano brevi, hanno per lui molta importanza. Durante i suoi soggiorni in Italia, infatti, ritrova un\u2019atmosfera di accoglienza, di preghiera e di affetto.<\/p>\n<p>Vittorino non percepisce i lati negativi dell\u2019Italia, i suoi difetti o i suoi limiti, ma vede un\u2019Italia a cui deve tantissimo per tutto il supporto, sia morale che economico, che gli ha dato.<\/p>\n<p>Infatti, sia durante le sue missioni in Africa e in Messico, sia durante la sua permanenza in Costa Rica, ha ricevuto molti aiuti economici dall\u2019Italia. La diocesi di Tilar\u00e1n \u2013 Libera quando Vittorino \u00e8 stato nominato vescovo era ancora molto giovane e aveva quindi bisogno di strutture. Questi aiuti hanno sancito ancora di pi\u00f9 il vincolo molto forte che ha con l\u2019Italia, e Vittorino si sente estremamente grato al suo Paese per questo.<\/p>\n<p>Quando gli chiediamo se ritiene che la sua attivit\u00e0 sarebbe stata diversa se fosse rimasto in Italia, Vittorino risponde di non aver mai pensato a un\u2019altra possibilit\u00e0, di non essersi mai immaginato al di fuori di questo cammino. Per lui la decisione di diventare missionario \u00e8 stata semplicemente quella di accettare un invito di Dio: \u201cesci dalla tua terra e vai verso una terra che ti mostrer\u00f2\u201d. Spesso gli hanno chiesto di dare una testimonianza della sua vocazione. Vittorino, per\u00f2, non ha mai saputo come rispondere.<\/p>\n<p>La sua testimonianza \u00e8 sempre stata cos\u00ec semplice, poich\u00e9 ha sempre desiderato diventare missionario. Non ha dovuto affrontare particolari crisi o difficolt\u00e0 nel suo percorso, gli unici impedimenti che ha riscontrato sono stati i suoi problemi di salute. Nonostante questo, ha continuato a viaggiare e svolgere il suo ruolo al massimo delle sue capacit\u00e0.<\/p>\n<p>Vittorino afferma che deve moltissimo a ciascuno dei Paesi in cui ha vissuto. Ognuno di questi ha rappresentato una tappa fondamentale della sua vita e della sua carriera da missionario, plasmandolo fino a formare chi \u00e8 oggi. Nonostante i tanti anni passati in giro per il mondo, Vittorino rimane sempre grato al suo Paese d\u2019origine, l\u2019Italia, che rappresenta per lui una costante: lo ha formato, donandogli numerose opportunit\u00e0 di crescita e continua a supportarlo ancora oggi nel suo impegno di missionario.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il Costa Rica, prova molta gratitudine e affetto nei confronti di questo paese, che gli ha dato molto di pi\u00f9 di quanto lui abbia dato alla sua diocesi.<br \/>\nInfatti, il Costa Rica gli ha permesso di realizzare in modo inatteso questo grande desiderio che aveva sin da quando era bambino: aiutare la gente, accompagnarla e starle vicino tramite il suo lavoro di missionario.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quella di Monsignor Vittorino Girardi \u00e8 la storia di un viaggiatore e un accademico, ma soprattutto di un grande missionario cristiano, che ha deciso di dedicare la sua vita agli altri sin dall\u2019adolescenza. 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