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“Italian Sounding”: Una preoccupazione crescente che colpisce l’autenticità della gastronomia italiana

italian sounding

La gastronomia italiana, riconosciuta per la sua qualità, tradizione e profondo valore culturale, affronta una sfida crescente: il fenomeno dell’Italian Sounding. Tale pratica utilizza nomi, simboli, colori o riferimenti associati all’Italia per commercializzare prodotti che non sono di origine italiana né rispettano i metodi tradizionali di produzione, generando confusione tra i consumatori e danneggiando i produttori autentici.

Secondo studi del Consorzio Parmigiano Reggiano e dell’Ufficio di Proprietà Intellettuale dell’Unione Europea (EUIPO), l’impatto economico annuale dell’Italian Sounding supera i 60 miliardi di euro, cifra che evidenzia la grandezza del problema per l’industria agroalimentare europea e la protezione del patrimonio gastronomico.

“L’Italian Sounding non è una questione da poco né una semplice confusione commerciale. È una pratica che colpisce la trasparenza del mercato, indebolisce la fiducia del consumatore e mette a rischio tradizioni che sono parte del patrimonio culturale dell’Italia e del mondo”, ha dichiarato Alberto Colella, Ambasciatore d’Italia in Costa Rica.

Perché rappresenta un rischio per il consumatore?

Molti consumatori acquistano questi prodotti credendo che siano italiani, quando in realtà non rispettano gli standard di qualità, l’origine né i processi tradizionali che contraddistinguono la vera gastronomia italiana. L’uso di tipografie, colori della bandiera, immagini evocative e prezzi più bassi rafforza la confusione, specialmente al di fuori dell’Europa, dove una parte significativa del pubblico fa fatica a riconoscere le certificazioni autentiche.

Il valore dei sigilli di autenticità

L’Italia e l’Unione Europea hanno sistemi di certificazione che garantiscono origine, qualità e metodi tradizionali:

  • DOP (Denominazione di Origine Protetta)
  • IGP (Indicazione Geografica Protetta)
  • STG (Specialità Tradizionale Garantita)

Questi sigilli garantiscono tracciabilità, controlli rigorosi e il rispetto per le ricette e le zone geografiche che danno identità ai prodotti emblematici.

“Riconoscere e rispettare questi sigilli è fondamentale per proteggere il consumatore e preservare l’autenticità dei prodotti italiani”, ha aggiunto l’Ambasciatore Colella.

Cooperazione Italia–Costa Rica: informazione, formazione e commercio responsabile

In Costa Rica, l’Agenzia Italiana per il Commercio (ITA), insieme all’Ambasciata d’Italia, promuove iniziative di informazione ed educazione per il pubblico e il settore commerciale, con l’obiettivo di promuovere un consumo informato, rafforzare il riconoscimento dei prodotti autentici e accompagnare distributori e punti vendita nelle buone pratiche di etichettatura ed esposizione.

“Italia e Costa Rica condividono l’impegno di proteggere il consumatore e promuovere un commercio equo. Rafforzare il riconoscimento di DOP, IGP e STG nel mercato costarricense è una priorità condivisa che avvantaggia tutti: consumatori, importatori e produttori autentici”.

Raccomandazioni per il consumatore costarricense

  • Cercare i sigilli DOP, IGP e STG sull’imballaggio.
  • Verificare l’origine (paese di produzione) e leggere l’etichetta completa.
  • Diffidare di nomi che “suonano” italiani, ma non indicano certificazioni né origine chiara.
  • Chiedere al commercio riguardo la provenienza e le certificazioni.
  • Preferire importatori e distributori formali che lavorano con marchi certificati.

Scegliere prodotti autentici significa scegliere qualità, proteggere tradizioni e sostenere un commercio giusto. Per imparare a identificare i sigilli ufficiali e conoscere i produttori e importatori di prodotti autentici in Costa Rica, visita: https://italiaensumesa.cr/.