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3. Il programma di Design Industriale

Lo sviluppo e il rafforzamento della scuola di Design Industriale presso il TEC sono stati uno dei pilastri della cooperazione scientifica italiana in Costa Rica.

Il progetto prevedeva l’invio di un esperto italiano specifico nel settore del design industriale per la fase di programmazione dei corsi e dei laboratori. Nella fase di realizzazione, furono previsti 2 o 3 giovani esperti italiani contrattati per due anni per impartire i primi corsi teorici e pratici del nuovo corso. Furono erogate due borse di studio (della durata di 6-9 mesi) destinate specificamente alla formazione in Italia dei professori costaricani del dipartimento di design.

La cooperazione mirava a formare professionisti capaci di operare in diverse industrie per la creazione di modelli commerciali con caratteristiche estetiche competitive. L’intervento italiano è stato cruciale per fornire quegli specialisti nello studio della forma esteriore e delle finiture, fattori determinanti per la qualità e il successo del prodotto finale.

Ecco altri dettagli rilevanti:

  • Periodo di attuazione: I progetti di cooperazione che miravano a rafforzare il programma di Design Industriale si sono sviluppati indicativamente tra gli anni ’70 (in particolare il periodo 1977-79) e l’inizio degli anni ’90.
  • Contesto istituzionale: tali interventi facevano parte dei progetti di cooperazione scientifica volti a consolidare i programmi accademici dell’istituto, sostenuti dal Ministero degli Affari Esteri d’Italia e gestiti dall’Istituto per la Cooperazione Universitaria (ICU) di Roma.
  • Tra i cooperanti dell’ICU furono gli architetti Oscar Pamio e Franca Rosi, dell’Università La Sapienza di Roma.
  • Nel 1978 Oscar Pamio presenta all´ITCR un progetto curriculare per la creazione del corso di laurea in Arquitectura.[1]

 

Coinvolgimento di diverse università e centri di eccellenza italiani:

  • Il Politecnico di Milano svolse un ruolo significativo nella formazione avanzata dei docenti del TEC.
  • Durante i periodi di attività del progetto di cooperazione, i docenti del TEC hanno beneficiato di borse di studio e attività lavorative presso diverse sedi universitarie italiane, tra cui le università di Torino, Roma, Bari e Cagliari[2].
  • Di particolare rilievo la collaborazione con l’Università di Trieste, formalizzata attraverso un Accordo di Cooperazione Scientifica, Didattica e Culturale approvato dal Consiglio Istituzionale del TEC nel settembre 1990 e firmato ufficialmente il 20 marzo 1991. L’accordo[3] fu sottoscritto dai rettori Arturo Jofré Vartanián (TEC) e Giacomo Borruso (Trieste). Il contributo dell’ateneo giuliano si concentrò su due aree tecniche fondamentali per lo sviluppo industriale del Costa Rica:
    Estrazione mineraria: studi e tecniche per il reperimento di risorse minerali.

Processi mineralurgici: ottimizzazione del trattamento dei minerali in sinergia con l’allora Dipartimento di Metallurgia del TEC e l’Istituto di Miniere e Geofisica Applicata di Trieste.

 

In sintesi, mentre l’ICU di Roma agì come ente gestore centrale per il rafforzamento della scuola di Design industriale, il Politecnico di Milano, l’Università di Trieste e l’Università di Bologna emergono come partner accademici diretti per la specializzazione di alto livello e gli scambi internazionali in questo campo.

 

Approfondimenti
  • [1] I documenti d'archivio evidenziano anche un legame istituzionale diretto tra il TEC e l'Istituto Superiore per l'Industria Artistica (ISIA) di Roma.

    • Memorandum di Intesa: Fu siglato un accordo tra il Rettore del TEC, Vidal Quirós, e il Direttore dell'ISIA, Arq. Ernesto Rampelli.
    • L'accordo definiva il prodotto industriale come un "grande diffusore e portatore (medium)" di messaggi sociali, politici, economici e culturali.
    • La collaborazione mirava a promuovere lo scambio di docenti, studenti e materiale didattico per arricchire la produzione e la potenzialità delle due scuole nei rispettivi ambiti.

     

    [2] L’Accordo con l'Università di Cagliari, firmato nel 1992 e avviato formalmente nel 1993, prevedeva la cooperazione tra dipartimenti e ricercatori nei campi dell'insegnamento e della ricerca scientifica, nel settore

    della metallurgia e del trattamento dei minerali attraverso lo scambio di dati scientifici e pubblicazioni.

     

    [3] L'accordo prevedeva un ampio spettro di attività congiunte, tra cui:

    • Scambio di studiosi e docenti per conferenze e cicli di lezioni.
    • Scambio di dati scientifici e didattici relativi alla metallurgia e alla gestione delle materie prime.
    • Possibilità di mobilità per studenti e consulenti per lo sviluppo di programmi di ricerca specifici