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Girolamo Benzoni

Nato a Milano nel 1519, intraprese la sua carriera di esploratore, viaggiatore e storico recandosi nel 1541 in America, dove vi rimase per quattordici anni, raccontando molti episodi vissuti in prima persona e offrendo allo stesso tempo un originale esempio di materiale geografico ed etnografico.

Testimonianza dei suoi viaggi è la sua opera Historia del Mondo Nuovo pubblicata a Venezia nel 1565. La sua principale caratteristica è un violento spirito antispagnolo, giustificabile nell’ambito della leggenda nera che attribuiva agli spagnoli conquistatori un atteggiamento troppo aggressivo nei confronti della popolazione indigena che asserviva al fine di sottrarre loro ricchezze e ogni genere di beni che potessero rappresentare preziosa merce di scambio.

È proprio in questo contesto che sembra giustificabile l’episodio in cui si vide protagonista nel 1540 nel territorio dell’attuale Costa Rica insieme a don Diego Gutiérrez, governatore della Nuova Cartago. Si narra che in seguito alle pressioni del governatore, giunto sul posto per evangelizzare e salvare le popolazioni del nuovo mondo dall’idolatria (a detta del Benzoni interessato più che altro all’oro degli indigeni), furono attaccati da un gruppo di indigeni. Don Diego fu il primo che venne ammazzato, insieme ad altri trenta spagnoli. Benzoni, invece, si salvò, combattendo e ferendo i colpevoli, mettendoli in fuga.

L’intento di Benzoni era quello di fornire la narrazione, in lingua diversa da quella spagnola, soggetta a severe censure, di episodi caratterizzanti la storia della colonizzazione spagnola al fine di farli conoscere al resto d’Europa. Nella sua opera s’incontrano episodi di cui egli fu testimone o di cui sentì narrare. Per tale motivo l’opera s’inserisce in una cornice interpretativa verosimile piuttosto che storica, da cui è bene talvolta prendere le distanze.

Nel racconto di Benzoni appare per la prima volta l’episodio dell’uovo di Colombo. L’episodio narra che Colombo si trovava presso una corte spagnola, in compagnia di tanti nobili spagnoli che tentavano di minimizzare il valore delle grandi gesta di Colombo, affermando che se egli non si fosse avventurato verso quelle terre sconosciute, lo avrebbe fatto di sicuro un valoroso spagnolo.

Colombo non disse nulla, però preso un uovo, lo poggiò sul tavolo e invitò i signori presenti sfidandoli a far si che l’uovo si mantenesse in piedi senza nessun altro ausilio. Dopo che tutti provarono, senza esito, venne il turno di Colombo che, battendo un’estremità dell’uovo contro il tavolo, riuscì a farlo stare dritto. A quel punto compresero che l’impresa di Colombo era sì alla portata di tutti, ma egli solamente vi riuscì.